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domenica 4 dicembre 2011

chi c'è

è strano dire chi c'è,
eppure chi c'è c'è per davvero

e chi non c'è non basta una telefonata, non basta uno sforzo

chi non c'è non c'è

non pesa la mancanza, quale diavolo di mancanza,
sono solo cose che sento, cose che mi sento dentro

come stanotte che sognavo di Beppe e dicevo tra me: Cavolo! Lo sapevo che non eri morto!

sono pochi, pochissimi
quelli che ci sono

poi alla fine si resta soli, soli con il rimbombo del proprio respiro che sembra un lungo compressore
soli con gli occhi che non si aprono perchè precipitano nelle orbite vuote
soli con le proprie mani che diventano ossa
oh
signoredio













sabato 3 dicembre 2011

la notte

la notte per te non è riposo
non è quiete e ristoro
la notte per te è paura di morire


giovedì 1 dicembre 2011

avanza.

e sì,
avanza.

il giro di carte continuo, il tempo che passa e le figure che tornano e ritornano
nelle tue mani bianche, il tremore
la confusione nel pensiero
il sorriso forzato

stasera lei sembra proprio consumata da dentro
da cinque giorni non mangia nulla
eppure dorme, eppure sogna, io penso
in quella nebbia che diventa sempre più nebbia

guardo, osservo,
è l'unica cosa che posso fare

fare.


domenica 27 novembre 2011

il sole di qui

illumina le coperte che hai scelto
morbide e calde, come il nido nel quale ti piace chiudere gli occhi

mi chiedi piccole cose
le tue piccole cose che sanno di te

non ti perdo

venerdì 25 novembre 2011

trasparenza che avanza

che avanza la trasparenza del volto, delle mani
mentre continuamente chiedi come fai a sopravvivere
e non vedi che la vita è forte
che la vita è tenace, che non è questione di decisione o di comprensione dei meccanismi
è solo la semplice energia della vita che desidera ardentemente se stessa

e chiami castigo la tua occasione
chiami martirio la tua liberazione

mercoledì 23 novembre 2011

oggi

la densità del tempo è aumentata,
non posso misurare questa cosa ma non ho altro modo per dire cosa accade

mia madre, un piccolo peggioramento
il volto sempre più scarno, le dita ossute e chiare

mio padre, un occhio che cade a vedere
come se guardasse qualcosa in un angolo in basso,
le gocce hanno funzionato e abbiamo bandito le ossessioni e le accuse
chiede di risolvere il problema dei piedi freddi e si lamenta che metto poco sale nelle pietanze

l'oncologa del Corat, un cognome strano e una carezza alla mia schiena
inattesa, tante parole, tanti come, tanti possiamo

come riempire il tempo già denso
come possiamo rendere dolce un così amaro boccone

le bimbe che corrono e mi abbracciano la notte

e la comoda, le medicine,
il cortisone alle dieci e la tapparella bassa e il cielo di qui
il cielo che chiama gli occhi, che chiama il corpo

martedì 22 novembre 2011

ritorno e ritornano

scrivo per il mio unico caro lettore.

Le cose vanno come ho desiderato, se non che ho scordato un dettaglio.
Mia madre è qui in Toscana con me e vederla stare benino mi rende felice.

La parte oscura, nutrita e salutata ha lasciato il segno.
Tanti segni, invero.

La morte di Clementina, la morte di un caro cugino Mario, la morte di pochissimi giorni fa del caro Beppe, purtroppo cercata e realizzata.

Mio padre manifesta gravi segni di squilibrio

sono in difficoltà ma ho fiducia che le cose si sistemeranno nel modo adeguato.

Tutto cambia, sempre, tutto evolve, come evolvono i pensieri, i desideri.

Resta valido il principio "per prima cosa tieni pulita la tua casa"
in tutti i sensi comprensibili.